Cold IPA: Definizione, Caratteristiche, Origini e Gradi di uno Stile che Ridefinisce le Regole

Immaginate una birra che cattura la croccantezza di una lager e l’esplosione di luppolo di una West Coast IPA. Questo è il paradosso della Cold IPA, uno stile nato per sfidare le categorie tradizionali. Non è una IPA fermentata a freddo, né una lager con più amaro. È un esperimento brassicolo che fonde tecniche di fermentazione innovative con una filosofia audace, diventando un simbolo del movimento craft contemporaneo.

In un mercato dominato da NEIPA torbide e stout iper-dolci, la Cold IPA emerge come una scommessa sulla pulizia e sulla drinkability, senza rinunciare al carattere. Un bicchiere di questa birra racconta una storia di sperimentazione, dove il lievito lager lavora a temperature insolitamente basse per uno stile IPA, creando un profilo asciutto che esalta i toni agrumati e resinosi del luppolo.

In questo post

Cos’è una Cold IPA: Definizione e Contesto

La Cold IPA è uno stile ibrido che unisce elementi delle India Pale Ale e delle lager. A differenza delle tradizionali IPA, che utilizzano lieviti ad alta fermentazione, qui si impiegano ceppi lager fermentati a temperature più fredde (tra 10°C e 15°C). Il risultato è una birra limpida, con un corpo snello e un finale pulito, ideale per esaltare i luppoli aromatici.

Nonostante il nome, non è una "IPA fredda", ma una reinterpretazione radicale. Come spiega Kevin Davey di Wayfinder Beer, considerato uno dei pionieri dello stile, l’obiettivo era creare una birra "super drinkable" ma con un carico di luppolo paragonabile alle doppie IPA. Questo approccio richiama tecniche utilizzate nelle Japanese Rice Lager, dove l’aggiunta di riso o mais alleggerisce il corpo, permettendo ai luppoli di brillare.

Per approfondire le differenze tra IPA classiche e nuove tendenze, consulta il nostro articolo sulla West Coast IPA.

Caratteristiche Distintive: Fermentazione, Luppoli e Malti

Fermentazione a Freddo con Lievito Lager

Il cuore della Cold IPA risiede nella scelta del lievito. Utilizzando ceppi come Saflager W-34/70 o Weihenstephaner Lager, i birrifici ottengono un profilo pulito, con note sulfuree minime. La fermentazione avviene a temperature più basse rispetto alle ale (8-13°C), simile a una Bohemian Pilsner, ma con un carico di luppolo radicalmente diverso.

Luppolatura Aggressiva e Dry Hopping

Le varietà di luppolo preferite sono quelle ad alto contenuto di oli essenziali: Citra, Simcoe, Mosaic e Amarillo. Il dry hopping avviene spesso durante la fermentazione, una tecnica mutuata dalle hazy IPA, per estrarre aromi fruttati senza amarezza eccessiva.

Malti Chiari e Adjuncts

Il malto base è tipicamente un Pilsner o Pale Ale, accompagnato da adjuncts come riso o mais (fino al 20%) per alleggerire il corpo. Questo ricorda alcune birre storiche americane, ma con una modernità nel bilanciamento.

Storia e Origini: Dalla West Coast a un Fenomeno Globale

La Cold IPA nasce nel 2018 a Portland, Oregon, nel birrificio Wayfinder Beer. Kevin Davey, cercando di creare una birra che unisse la bevibilità delle lager all’intensità delle IPA, sperimentò con lieviti lager e un profilo di luppolatura innovativo. Il successo fu immediato, con la prima batch esaurita in poche settimane.

Lo stile si diffonde rapidamente grazie a birrifici come Ruse Brewing e Von Ebert Brewing, che ne reinterpretano i canoni. In Italia, produttori come Tipo Blonde e Birra del Borgo hanno iniziato a proporre versioni locali, spesso utilizzando luppoli europei come Hallertau Blanc.

Curiosità: il nome “Cold IPA” è stato inizialmente criticato per la possibile confusione con le IPL (India Pale Lager), ma oggi è riconosciuto come categoria autonoma.

Ricetta Base: Lieviti, Temperature e Tecniche

Ingredienti Chiave

  • Malti: 80% Pilsner, 20% riso
  • Luppoli: 40 IBU da bittering hops (Magnum), 20 IBU da aroma (Citra)
  • Lievito: Saflager W-34/70
  • Water Profile: Solfati elevati (250 ppm) per accentuare l’amaro

Processo di Brewing

  1. Mash: A 65°C per 60 minuti, con aggiunta di riso per ridurre i polisaccaridi complessi.
  2. Boil: 60 minuti, con aggiunta di luppoli amaricanti a inizio bollitura.
  3. Fermentazione: A 12°C per 10 giorni, seguita da un dry hopping a 18°C per 3 giorni.
  4. Lagering: 2 settimane a 0°C per affinare il carattere.

Per chi vuole cimentarsi nella produzione casalinga, consigliamo di esplorare le tecniche di dry hopping.

Gradi Alcolici e Abbinamenti: Come Servire una Cold IPA

Gradazione e Drinkability

Le Cold IPA solitamente hanno un ABV tra il 6,5% e il 7,5%, posizionandosi tra le session IPA e le doppie IPA. La gradazione moderata, unita a un corpo leggero, le rende ideali per sessioni prolungate.

Temperatura di Servizio

Servire tra 4°C e 6°C in un bicchiere a tulipano, per concentrare gli aromi. Evitare calici troppo ampi, che disperderebbero le note delicate.

Abbinamenti Gastronomici

  • Cucina asiatica: Sushi con salmone piccante (prova con una birra da abbinare al sushi).
  • Formaggi: Pecorino stagionato o cheddar affumicato.
  • Dessert: Torta al limone con meringa.

Esempi Famosi: Birre che Hanno Fatto Scuola

  1. Wayfinder Cold IPA (Portland, USA) – La pioniera, con note di pompelmo e un finale mineral.
  2. Ruse Brewing Phantom Call (Oregon, USA) – Utilizza luppoli Strata e Sabro per un aroma esotico.
  3. Tipo Blonde Cold Trip (Italia) – Versione europea con Hallertau Blanc e Mandarina Bavaria.

Per scoprire altre birre innovative, visita la nostra selezione di birre sperimentali.

Conclusione: Perché la Cold IPA Rappresenta il Futuro

La Cold IPA non è solo una moda passeggera. Incarna l’evoluzione della birra artigianale, dove tradizione e innovazione coesistono. Con il suo equilibrio tra potenza e raffinatezza, è destinata a conquistare sia gli amanti delle lager che quelli delle IPA.

Per esplorare altri stili ibridi, leggi il nostro approfondimento sulle Italian Grape Ale. Se sei curioso di acquistare birre artigianali selezionate, consulta la nostra guida su dove comprare birra online.

Fonti Esterne:

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