Birra Quadrupel: origini, caratteristiche, gradazione e segreti di un’eccellenza belga

La birra Quadrupel rappresenta uno degli apici della tradizione brassicola belga, un concentrato di storia, arte e alchimia maltosa che affonda le radici nei monasteri medievali. Con la sua gradazione alcolica elevata e un profilo aromatico stratificato, questo stile cattura l’essenza delle strong ale europee, ponendosi come punto di riferimento per chi cerca esperienze birrarie intense e meditate. Ma cosa distingue esattamente una Quadrupel da una Dubbel o una Tripel? Quali segreti nascondono le sue origini? E come orientarsi tra i suoi abbinamenti gastronomici?

In questo post

Cos’è la birra Quadrupel: significato e definizione


Il termine Quadrupel – a volte abbreviato in Quad – nasce come evoluzione logica della nomenclatura monastica. Se la Dubbel (doppia) indica tradizionalmente una birra a fermentazione alta con gradazione media (6-8% ABV) e la Tripel (tripla) raggiunge i 9-10%, la Quadrupel supera solitamente i 10%, toccando in alcuni casi picchi del 12%. Questo sistema numerico, sviluppato inizialmente dall’abbazia di Westmalle, non si riferisce alla quantità di ingredienti ma all’intensità complessiva del prodotto finito.

A differenza di altre birre ad alta gradazione come le Barley Wine o le Imperial Stout, la Quadrupel mantiene una beverabilità sorprendente nonostante l’alcolicità. Il merito va ai lieviti belga, che durante la fermentazione producono esteri e fenoli in grado di mascherare parzialmente il calore alcolico, e a un bilanciamento magistrale tra malti scuri, zuccheri canditi e una luppolatura discreta.

La storia della Quadrupel: dalle abbazie alla ribalta internazionale


Le origini della birra Quadrupel si intrecciano con la rinascita delle birre trappiste nel XX secolo. Mentre la Westmalle Tripel vedeva la luce nel 1934, bisogna attendere gli anni ‘90 perché la birreria olandese La Trappe (Koningshoeven) lanci la prima Quadrupel ufficialmente riconosciuta. L’intuizione di amplificare le caratteristiche delle Tripel tradizionali – corposità, fruttato e complessità maltata – portò a un prodotto rivoluzionario che influenzò numerosi microbirrifici belgi e internazionali.

Curiosamente, alcune fonti storiche suggeriscono che già nel Medioevo i monaci producessero birre stagionali più robuste per occasioni speciali, ma la mancanza di standardizzazione impedisce di classificarle come Quadrupel moderne. Oggi lo stile rientra ufficialmente nella categoria Belgian Dark Strong Ale secondo i parametri BJCP, sebbene alcune versioni ambrare o dorate sfuggano a questa definizione.

Caratteristiche distintive: dal colore al retrogusto


Una birra Quadrupel si riconosce immediatamente per il suo aspetto maestoso: colore che va dal mogano intenso al nero rubino, schiuma densa e persistente, effervescenza vivace ma non aggressiva. Al naso dominano note di frutta matura (prugna, fico, uvetta), spezie dolci (vaniglia, noce moscata) e sentori maltati di caramello tostato.

In bocca, l’attacco è dolce ma mai stucchevole, con una struttura maltata che ricorda il panforte o il cioccolato fondente. L’alcol – benché presente – si integra armoniosamente, lasciando spazio a un finale secco con ricordi di liquirizia e caffè. La gradazione alcolica oscilla tipicamente tra 10% e 12% ABV, rendendo questa birra ideale per la meditazione o il dopo cena.

La ricetta tradizionale: malti, lieviti e segreti di produzione


La complessità di una Quadrupel autentica nasce da un equilibrio tra ingredienti selezionati e tecniche di fermentazione avanzate. La base maltata combina tipicamente Pilsner belga con malti speciali come Munich, CaraMunich e una piccola percentuale di malto nero per il colore. L’aggiunta di zucchero candito durante la bollitura – pratica comune nelle strong ale belghe – alleggerisce il corpo aumentando parallelamente l’alcolicità.

I lieviti giocano un ruolo determinante: ceppi come la Westmalle o la Chimay producono quelle note fruttate e speziate che distinguono lo stile. La fermentazione avviene a temperature controllate (20-25°C) seguita da un lungo periodo di maturazione in tank – fino a tre mesi – che permette all’alcol di integrarsi con gli altri aromi.

Abbinamenti gastronomici: come valorizzare una birra complessa


La struttura poderosa della Quadrupel richiede accostamenti audaci. Formaggi stagionati come il Gorgonzola piccante o l’Olandese vecchio creano contrasti intriganti, mentre la cioccolateria fondente (soprattutto con percentuali di cacao superiori al 70%) ne esalta le note tostate.

Per un abbinamento insolito, provatela con piatti a base di selvaggina in agrodolce o con dessert al caramello salato. Chi preferisce esperienze più tradizionali troverà un compagno ideale nella Turris Lapidea Belgian Tripel della Casetta Crew, birra che condivide con la Quadrupel una certa opulenza maltata pur mantenendo un profilo più leggero.

Esempi iconici e interpretazioni moderne


Tra le Quadrupel più celebrate spiccano la La Trappe Quadrupel (la capostipite), la St. Bernardus Abt 12 e la rara Westvleteren 12. Negli ultimi anni, birrifici americani come The Bruery o Weyerbacher hanno reinterpretato lo stile con l’aggiunta di bourbon barrel aging o frutti esotici, ampliandone i confini espressivi.

Per chi vuole esplorare stili affini senza allontanarsi dall’offerta de La Casetta, la 9 Kilowatt Belgian Dark Strong Ale offre un interessante punto di confronto: con i suoi 9% ABV e le note di miele di castagno, rappresenta un’ottima introduzione al mondo delle birre complesse.

Confronto tra stili monastici
Stile Gradazione Caratteristiche
Dubbel 6-8% Malti tostati, frutta secca
Tripel 8-10% Corpo leggero, note agrumate
Quadrupel 10-12% Struttura robusta, alcol ben integrato

Scoprire la Quadrupel: consigli per gli acquisti

Sebbene La Casetta Craft Beer Crew non produca una Quadrupel, l’assortimento include birre di carattere come la Ad Meliora Double IPA (7.5% ABV) e la già citata Turris Lapidea, ideali per chi apprezza complessità e struttura. Per assaggiare diversi stili in convenienza, i box misti da 6 o 12 bottiglie permettono di risparmiare fino al 15% rispetto all’acquisto singolo, abbinando ad esempio la corposità della 9 Kilowatt alla freschezza della Buzzy Blonde Ale gluten free.

Chi vuole approfondire le differenze tra stili affini troverà spunti interessanti nella nostra guida sulle birre trappiste, mentre per una panoramica sulle tecniche di produzione consigliamo l’articolo su birra artigianale vs industriale.

Per ulteriori dettagli tecnici sullo stile, consulta le linee guida BJCP.

Esplora i pack de La Casetta:

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